Verifiche sul campo

Come misuriamo l'affidabilità di una notizia

Chi ci legge sa che dietro ogni pezzo su diritti civili, terzo settore e iniziative comunitarie c'è un lavoro di ricostruzione: fonti dirette, documenti, riscontri incrociati. Qui raccogliamo le voci di chi ha collaborato con la redazione e di chi ha usato i nostri reportage per orientarsi su un territorio, un servizio o una vertenza.

Come verifichiamo una notizia prima di pubblicarla

Su questa pagina mettiamo per iscritto i criteri che seguiamo quando raccogliamo una testimonianza, un dato sindacale o la risposta di un'amministrazione. Non è una carta dei principi: è il promemoria operativo che la redazione usa ogni volta che un pezzo su diritti civili, terzo settore o emergenze abitative rischia di diventare ambiguo.

Distinguere fonte diretta e ricostruzione

Quando citiamo un delegato sindacale, un operatore di sportello o un volontario, indichiamo sempre se la persona parla per sé o a nome di un'organizzazione. Le ricostruzioni fatte dalla redazione a partire da più racconti restano separate dalle dichiarazioni: nel testo lo si capisce dal modo in cui sono introdotte, non da etichette decorative.

Cosa intendiamo per "dato verificato"

Solo numeri che possiamo ricondurre a una fonte nominata: statistiche provinciali sugli infortuni, bilanci di enti locali, atti depositati. Le stime fornite da associazioni o sigle vengono riportate come tali, con l'indicazione di chi le produce. Non presentiamo mai un numero come certo se l'unico riferimento è una nostra sintesi.

Il diritto di replica e i tempi

Prima di pubblicare un pezzo che contiene un'accusa verso un ente, un'azienda o un'amministrazione, chiediamo una risposta e aspettiamo almeno due giorni lavorativi. Se la risposta arriva dopo la pubblicazione, la integriamo nel testo con la data dell'aggiornamento. Se non arriva, lo scriviamo.

Cosa non facciamo

Non pubblichiamo nomi di persone assistite da mense, sportelli o servizi sociali senza consenso esplicito. Non usiamo fotografie di volti riconoscibili in contesti di fragilità. Non trattiamo le proteste pacifiche come disordini e non usiamo il termine "emergenza" per descrivere situazioni strutturali che durano da anni.

Correzioni e note in calce

Quando sbagliamo, correggiamo il testo e aggiungiamo una nota che spiega cosa è cambiato e quando. Non cancelliamo la versione precedente senza traccia. Le segnalazioni dei lettori su errori, omissioni o toni inadeguati arrivano alla redazione e vengono lette tutte, anche quando non portano a una modifica.

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